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Archive for the ‘turismo’ Category

Davoli dal drone

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logoGrazie all’iniziativa promossa da operatori turistici ed imprenditori di Stilo, nasce Stilo Promo Tour.Il progetto è mirato alla promozione e valorizzazione di Stilo e del suo territorio, alla proposta di itinerari a tema (naturalistici, d’arte, culturali, gastronomici), all’offerta turistica . L’iniziativa si è concretizzata con la realizzazione di un sito web (http://www.stilopromotour.it), on line da diversi giorni, che illustra in maniera ampia quanto Stilo e il suo territorio sono in grado di offrire al visitatore. Sarà presto disponibile anche la versione in lingua inglese.

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Borghi d’Italia, trasmissione ideata e condotta da Mario Placidini, in onda 29/30 Dicembre 2012 su TV 2000, canale 28 digitale terrestre e 142 Sky

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Scolacium, Skylletion e la Magna Grecia

Fonti antiche testimoniano la presenza di un insediamento greco nella zona della Roccelletta chiamato Skylletion , a dominio del golfo Skylletikos e dell’Istmo che, dalla valle del Corace sullo Jonio, conduce al golfo Lametikòs sul Tirreno, distante”mezza giornata di cammino”, come riferisce Aristotele
La città, posta al confine dell’Enotria, la terra del re Italo chiamata Italìa , dovrebbe essere una fondazione ateniese legata a Menesteo, all’epoca del suo nostos (ritorno) alla fine della guerra di Troia.
Una tradizione mitica, ripresa anche da Cassiodoro nel VI secolo d.C., la vuole fondata da Ulisse.
Verosimilmente la fondazione della città è da mettere in relazione con la potente polis achea di Kroton, che spingeva il suo controllo fino all’estremo sud del golfo sulla polis di Kaulon (Monasterace Marina).
Skylletion , che non ebbe ruolo di egemonia né indipendenza formale, ebbe sicuramente un valore strategico notevole, in connessione con un altro sito della sua chora (territorio) dove sono state trovate tracce della presenza greca: Santa Maria del Mare di Stalettì, in posizione arroccata a dominio del mare sottostante e dell’entroterra (dove sono note tracce di un santuario).
La posizione della città la rese ambita preda anche dei Siracusani, che in varie occasioni la strapparono al dominio di Kroton per assegnarla all’amica Locri Epizefirii e, infine, della popolazione italica dei Brettii, che la sottomisero dalla seconda metà del IV a tutto il III sec. a.C..
Al momento non sono visibili resti monumentali della polis , su cui si sovrappose la colonia romana di Scolacium.
Minervia Scolacium è il nome della colonia romana che fu fondata nel 123-122 a.C. nel sito dove precedentemente si trovava la città greca di Skylletion
La Scolacium romana ebbe vita prospera nei secoli seguenti e conobbe una fase di notevole sviluppo economico, urbanistico e architettonico in età Giulio-Claudia. Vi fu fondata una nuova colonia sotto Nerva, nel 96-98 d.C., col nome appunto di Colonia Minerva Nervia Augusta Scolacium.
In età bizantina diede i natali a Cassiodoro (487-583 d.C.), uno dei più grandi autori della tarda romanità a cui si deve una quantità di opere di carattere teologico ed enciclopedico. Il declino cominciò con la guerra greco-gotica del VI secolo d.C. e si concluse con l’abbandono della città nell’VIII secolo d.C. da parte degli abitanti, che, ripetendo una pratica comune in quell’epoca sul suolo italico, trasferirono il loro insediamento sulle alture circostanti, fondando altri insediamenti tra i quali Catanzaro Lido. I nuovi insediamento furono comunque conquistati dai Saraceni nel 902 d.C., che vi insediarono una roccaforte che fu poi conquistata dai Normanni.
Il Parco Archeologico di Scolacium si trova in località Roccelletta di Borgia, località completamente conurbata con i quartieri marinari del comune di Catanzaro. Dell’abitato preromano rimane poco; i resti visibili nel sito dimostrano l’impianto della colonia romana con i monumenti più importanti.
Tra essi vanno segnalati gli avanzi delle strade lastricate, degli acquedotti, dei mausolei, di altri impianti sepolcrali, della basilica e di un impianto termale. Il teatro poggia sul pendio naturale della collina e poteva ospitare circa 5000 spettatori. Fu costruito nel corso del I secolo d.C. e fu dotato di una nuova scena in occasione della fondazione della colonia da parte di Nerva, in concomitanza con il notevole sviluppo monumentale della città e con l’ampliamento dell’intero abitato; fu peraltro oggetto di numerosi rifacimenti successivi, fino al IV secolo d.C. Dal teatro, da rilevare, proviene la maggior parte del materiale recuperato durante gli scavi, tra cui spiccano i pregevoli frammenti architettonici e gruppi scultorei. Poco distante dal teatro si trovano i resti dell’anfiteatro, la cui costruzione risale all’epoca dell’imperatore Nerva.

Il Parco Archeologico di Roccelletta è stato riconosciuto “Meraviglia Italiana”

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Un percorso che si snoda attraverso tre località del Golfo di Squillace riconosciute “Meraviglia Italiana”. “Meraviglia Italiana” è un’’iniziativa di carattere turistico-culturale, nata in occasione del 150°  anniversario dell’Unità d’Italia che premia  1000 meraviglie italiane.l focus principale del progetto, che gode del patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero per la Gioventù, il Ministero per i Beni e le attività culturali , il Ministero del Turismo e di numerose Regioni italiane, è realizzare un itinerario con un alto impatto storico culturale, attraverso la selezione  tra siti paesaggistici, manifestazioni di carattere culturale, a cui viene conferito il bollino “Meraviglia Italiana”.

Il Parco Archeologico

Il Parco archeologico si trova in località Roccelletta nel comune di Borgia.

Gli scavi hanno fino ad oggi evidenziato strutture di epoca romana come il teatro ed il foro, ed una basilica di origine normanna.

Dell’antica Skylletion greca, non sono ancora emerse strutture murarie, causa la sovrapposizione della città romana, ma molteplici sono i rinvenimenti ceramici del VI, V e IV secolo a.C.

Meglio documentate invece le testimonianze archeologiche di epoca romana: un itinerario con pannelli esplicativi guida il visitatore in un percorso che dall’ingresso porta prima agli imponenti ruderi della basilica normanna di Santa Maria della Roccella (XI secolo d.C.).

Il foro è costituito da un’area rettangolare pavimentata da mattoni quadrati circondata da portici; sono già stati scavati un caesareum, la Curia ed un’aula termale, sono altresì visibili un tempietto, una fontana monumentale ed un tribunale.

Da questa zona proviene anche una splendida serie di statue e ritratti del periodo imperiale (I a.c. – III d.c.) conservati nell’annesso antiquarium.

Oltre al foro, appoggiato ad una collina, sorge il teatro romano (I e II d.C.) che doveva ospitare circa 3000 persone. Sopra la collina del teatro sono stati individuati anche un anfiteatro, unico in Calabria, datato II secolo d.C., tre impianti termali, una necropoli romana e l’acquedotto anch’esso di costruzione romana

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Badolato

Posto a poche centinaia di metri sul livello del mare Badolato si erge su di una collina che domina l’ampia vallata del torrente Gallipari, i cui aspri tratti e la bellezza si ammirano in tutto il loro splendore dagli innumerevoli belvedere che costellano la strada per l’altopiano delle Serre e per Brognaturo. Quest’ultima collega l’antico borgo con la statale 106 permettendo cosi al visitatore di passare in pochi minuti dalla calda amenità della costa al fascino di una montagna ancora incontaminata. La nascita di Badolato risale intorno alla prima metà del X secolo, per volere di Roberto il Guiscardo duca di Calabria, che, nel 1080 decise di edificare “un pacifico borgo” là dove già risiedevano poche capanne di poveri pastori.

Il borgo sin dalle origini ebbe scopi eminentemente difensivi come confermato dalla cinta muraria e dal castello signorile risalenti circa al XII secolo; quest’ultimo, in particolare dotato di torre, fungeva da punto d’avvistamento contro le invasioni dei Saraceni o dei turchi, che afflissero la Calabria per tutto l‘Alto Medioevo. Purtroppo poco o nulla rimane oggi a testimonianza della fortificazione, se non la struttura stessa del paese, le cui innumerevoli stradine si snodano in gironi concentrici, convergenti verso il culmine dell’altura. Da qui il piccolo borgo si dipanava in abitazioni contadine e botteghe che ne costituivano la vita stessa.

Nel tempo, vi si avvicendarono varie casate a partire dal 1506, dai Ruffo ai Toraldo, dai Raveschieri ai Pignatelli, i Pinelli ed i Gallelli.

Tra queste casate sono ancora oggi ricordati quelle dei Toraldo, il cui capostipite si distinse nella battaglia di Lepanto (1571), che fu vinta contro una delle più grandi flotte Turche, e quella dei Gallelli, la cui fama è peraltro testimoniata dall’imponente Villa Pietra Nera, situata lungo la via di collegamento che dalla marina porta all’antico centro. Badolato divenne nel tempo un importante punto di riferimento per le zone circostanti, come fulcro della religiosità essendo frequentato da monaci Basiliani, Francescani e Domenicani, che costituirono numerose confraternite, ancora oggi operanti ed occupate nella gestione e custodia delle magnifiche chiese e dei conventi edificati nei secoli passati.

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La Cascata del Marmarico

La cascata del Marmarico con i suoi 114 metri è la cascata più alta della Calabria e dell’Appennino meridionale. Si trova nell’alto corso della fiumara Stilaro, nell comune di Bivongi (RC). La cascata , incastonata fra il Parco nazionale della Sila e quello dell’Aspromonte, ricade nel Parco naturale regionale delle Serre calabresi. Nasce dalla fiumara Stilaro, originata, a sua volta, dall’unione del fiume Folea e del torrente Ruggiero.

Per raggiungerla bisogna percorrere con un fuoristrada il sentiero sterrato che si inerpica lungo i fianchi della montagna. Un ponticello consente di attraversare un dirupo che porta in mezzo ai boschi. Il sentiero, da fare a piedi in circa venti minuti, costeggia il corso della fiumara. L’acqua scorre saltando su pietre e rocce, preludio di quello che si riuscirà a vedere alla fine del sentiero. La cascata appare all’improvviso, in tutta la sua bellezza e maestosità: un salto di oltre 100 metri, per poi finire in un laghetto e continuare nel suo percorso giù, verso valle.

“Marmarico”, è una parola di origine dialettale e significa “lento” o “pesante”, probabilmente dall’impressione che l’acqua, seppure in perenne caduta, sembri apparentemente formare dei filamenti immobili.        VIDEO >>

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